Illuminare il giardino

Consigli, informazioni e motivi per illuminare il giardino

Cominciamo dall’ultimo punto perché la risposta è molto semplice: il giardino lo usi, lo guardi e lo apprezzi nei momenti di relax: d’estate dopo o durante una cena all’aperto, con la famiglia o con gli amici; d’inverno, quando rientri a casa o finisci i lavori ed è ormai buio; aggiungiamo anche per motivi di sicurezza: illuminare portici, balconi o terrazzi serve solo a farsi vedere, illuminare il giardino, in modo adeguato, aiuta a vedere e prevenire intrusioni.

Passiamo ai consigli: il primo è limitarsi ad illuminare l’essenziale, integrando le lampade nell’ambiente verde, dando luce solo a piante, cespugli e fiori di particolare pregio e, solo se necessario, a zone troppo buie. Illuminazioni uniformi, schematiche, incastonate nei muri o nei vialetti, su paletti o lampioni a 360°, costano, inquinano, abbagliano e appiattiscono la visione del giardino.

Le piante, i cespugli, i fiori più belli devono brillare di luce propria, emergere dal verde e dalla penombra circostante rendendo quasi invisibile la sorgente di luce.

Anche le zone di servizio o conviviali, non dovrebbero ricevere luce diretta ma quella riflessa da cespugli, piante, fiori ed oggetti appropriati.

Premesso questo, cosa fare e quali apparecchi utilizzare per ottenere risultati armoniosi, non invasivi nella bellezza naturale del giardino ma solo renderla apprezzabile anche in mancanza di luce naturale?

Prima di tutto escludere paletti, palle, lampioni ed in generale lampade fisse; la vegetazione è in continuo movimento e pertanto servono apparecchi che possono essere spostati e orientati facilmente; ovviamente a LED.

I LED aiutano molto nel raggiungimento degli obbiettivi che abbiamo indicato: funzionano a bassissima tensione; sono di piccole dimensioni; non richiedono manutenzione; sono disponibili in tutte le tonalità di luce.

A proposito della tonalità, quasi sempre si parla, genericamente, di luce calda, fredda o naturale; in realtà la luce naturale varia durante tutta la giornata, calda all’alba, fredda nelle ore centrali, di nuovo calda al tramonto. Tecnicamente la tonalità è definita “temperatura colore” e si misura in gradi Kelvin (K). In particolare si intende naturale quella compresa fra 4000 e 5000K, calda quella inferiore a 3500-4000K, fredda quella superiore a 5000-5500K. A tale riguardo, quasi tutti i progettisti di illuminazione per giardini propongono lampade o faretti LED da 3000K o, in alternativa, 4000K. Più correttamente la temperatura colore non andrebbe scelta in base alle proprie preferenze ma alla natura del giardino. Se la prevalenza sono fiori gialli, rossi, arancio oppure giunchi e graminacee ornamentali, meglio i LED da 3000K; se la prevalenza sono piante o cespugli verdi, rose e oleandri bianchi, fiori azzurri, blu, viola, meglio 4000K.

LED con temperatura colore 3000k per fiori gialli, rossi, arancio
fiori gialli e arancio
LED con temperatura colore 4000k per fiori bianchi, azzurri, viola, blu
fiori bianchi

In casi particolari, come stagni, laghetti o vegetazione adiacente le piscine, anche 5000K; in ogni caso da escludere, in giardino, l’uso di lampade LED con differenti temperature colore.

Oltre alla temperatura colore, un fattore, spesso sconosciuto e trascurato, è la resa cromatica; la resa cromatica è la capacità, di una sorgente luminosa, di riprodurre i vari colori e si misura con una scala (Ra) che va da 0 a 100; tanto per intenderci la luce solare è Ra 100 ed un buon faretto LED dovrebbe avere un valore Ra non inferiore a 85-90.

Abbiamo utilizzato il termine “faretto” e non lampada LED, proprio perché è questo tipo di apparecchio quello più idoneo a raggiungere i risultati che abbiamo indicato; le soluzioni con lampade che emettono luce in tutte le direzioni, possono trovare applicazione in determinati ambienti ma non nei giardini; nei giardini l’attore è la vegetazione non la lampada.

Il faretto ha il grande vantaggio di emettere luce solo in una determinata direzione ed entro un determinato cono, l’ampiezza del cono o fascio di luce, dipende dalla distanza fra il faretto e l’oggetto da illuminare, più questo è lontano meno ampio dovrà essere il cono di luce; generalmente le ampiezze più utilizzate sono 30°, 60°, 120°.

Caratteristiche ottimali di un faretto LED da giardino

Come abbiamo già esposto l’illuminazione non deve essere un oggetto del giardino ma un accessorio discreto, posizionato sul terreno, seminascosto, facilmente amovibile e orientabile; robusto ed elettricamente non pericoloso, il che vuol dire funzionante a tensione di sicurezza, tensione che, trattandosi di ambienti umidi, deve essere inferiore a 30 V DC e fornita da alimentatori SELV (Safety Extra Low Voltage).

Per garantire durata e assenza di manutenzione il corpo e tutte le parti metalliche del faretto LED devono essere in acciaio inox (AISI 304 o 316). L’alluminio, anche se verniciato a polveri, tende a ossidare e scrostarsi; i materiali plastici, compresi i tecnopolimeri, sono poco resistenti alla luce solare ed alle alte e basse temperature; il ferro, anche se ben verniciato, prima o poi arrugginisce.

Sintesi e conclusioni

Se hai un giardino, se devi rinnovarlo, se devi progettarlo o realizzarlo e vuoi che sia bellissimo anche quando non c’è luce naturale, ricorda questi consigli.

1. Non riempirlo di palle, paletti, lampioncini ma dai luce solo ai fiori, ai cespugli, alle piante più belle.

2. Scegli il tipo di luce in funzione del tuo verde e dei tuoi fiori.

3. Utilizza un apparecchio (faretto LED) che funzioni a 24V; dotato di picchetto, facile da spostare e da orientare.

4. Scegli un prodotto di alta qualità, robusto e possibilmente 100% acciaio inox.

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